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Famiglie nobili

Introduzione

Le vecchie carte informano che nell'antico borgo di Saint-Vincent in epoca medievale si praticavano le arti, i mestieri, il commercio e numerose erano le famiglie nobili che qui abitavano e avevano il loro domicilio. Certamente i più titolati erano gli Challant che risulta possedessero un'abitazione nella via centrale. Tenteremo ora di raccontare chi erano gli altri che in questo paese si erano insediati o coloro che malgrado l'appartenenza alla nobiltà avevano "uffici" in cui praticavano il notariato, l'avvocatura o che dedicandosi agli studi ecclesiastici diedero fama e onori alla famiglia stessa e all'intero paese.

Mistralis (o Mistral)

Parliamo della più vecchia e nobile famiglia di Saint-Vincent citata per la prima volta nel 1191 data in cui Petrus Mistralis sottoscrive con altre ottantacinque persone il cosiddetto Patto di volontaria dedizione e alleanza del popolo valdostano a Casa Savoia e con il conte Tommaso I°. Per ben due secoli non si hanno altre notizie anche se è accertato che verso la fine del milletrecento i Mistralis sono già versati all'arte notarile. E sarà proprio il notariato la principale attività svolta nel corso dei secoli da componenti di questa famiglia che con il passare del tempo diventa sempre più potente sia sotto il profilo politico che sotto quello economico. Tra costoro citiamo Bonifacio che, anche se in tarda età, subisce le ammalianti attenzioni di Caterina di Chenal poi processata nel 1420 per eresia nel castello di Montjovet. Pantaléon Mistralis riceve nel 1458 la custodia dei protocolli e delle carte affidatigli dal conte Giacomo di Challant e da Margherita; è dunque il notaio di fiducia della branca vincente della potentissima famiglia comitale. Ma, la nobiltà seppur desiderata non è ancora a portata di mano; giungerà solo nel 1494 con Pierre-Bertrand per meriti conseguiti nella guerra contro i turchi. Di questo personaggio (nipote della già citata strega di Chenal) dobbiamo aggiungere che nel giorno del suo battesimo avvenuto nella chiesa di Saint-Vincent vi erano ben nove padrini e sei madrine che rappresentavano la più importante nobiltà valdostana. Il 28 febbraio 1536 Bonifacio Mistralis è presente alla famosa Assemblea dei Tre Stati tenutasi ad Aosta; in quella sede, con voto unanime, i rappresentanti delle comunità valdostane decidono di restare fedeli alla Chiesa di Roma e a Casa Savoia. Fino alla fine del XVII° secolo le carte del nostro comune e della nostra parrocchia sono tutto un inno a questa gloriosa famiglia che annovera anche numerosi e importanti religiosi tra cui anche dei parroci di Saint-Vincent. Nel primo decennio del millesettecento con la morte di Georges si chiude l'era dei Mistralis che sopravvivono però nella figlia Jeanne-Marie che sposerà noble Jean-François Cerise de Morgex. Ai figli della coppia, Sulpice e Michel Joseph, verrà imposto il doppio cognome Cerise-Mistralis ma anche questo espediente non servirà a molto; pochi decenni dopo il sipario si chiuderà per sempre sulla famiglia che tra le altre cose è rappresentata con il proprio stemma nobiliare sul gonfalone della nostra comunità.

Andrion

Questa famiglia, originaria di un piccolo paese situato presso Ginevra, fuggì dalla Svizzera per motivi religiosi nella prima metà del millecinquecento e si stabilì in Piemonte. Il duca Emanuele Filiberto nel 1563 concesse a Michel Andrion il titolo nobiliare e la carica di castellano del mandamento di Montjovet. Costui, celibe, fece edificare una casa nel borgo di Saint-Vincent dove abitò fino al 1587 anno in cui decedette; in precedenza, con il consenso ducale, aveva affidato la carica e il titolo nobiliare al fratello Caesar che era sposato ed era padre di tre figli. Nei convulsi anni della peste del XVII° secolo, decedettero sia Ceasar che due dei tre figli. Il sopravvissuto, non avendo in seguito avuto figli, con suo testamento, istituì erede dei beni e del titolo il notaio di Saint-Vincent Jean-Jacques Jacqueminaz a cui fu concessa anche la possibilità di portare il nome Andrion. Nella seconda metà del 1800 nel nostro paese questo cognome esisteva ancora ed era composto nel seguente modo Andrion-Lavevaz. Questo personaggio fu sindaco di Saint-Vincent e sembra che con la sua morte questo cognome si sia saioddefinitivamente estinto.

Astesan

Famiglia nobile originaria dell'astigiano in Piemonte si stabilì nel mandamento di Montjovet; nel XIV° secolo un tal Pierre Astesan possedeva una casa nel borgo di Saint-Vincent. In questa dimora il 14 luglio 1393 i capifamiglia della collina sottoscrissero l'atto di infeudazione del canale Courtaud a questi concesso da Ibleto di Challant. Una parte del ceppo familiare degli Astesan si stabilì ad Aosta mentre altri rimasero in questo paese esercitando il notariato. Uno di questi all'inizio del XVI° secolo convolò a nozze con la nobile Maria de L'Archet di Morgex e gli sposi ebbero tre figli ma era purtroppo destino che pur dopo alcune generazioni, peraltro caratterizzate da numerosa prole, la famiglia volgesse verso l'estinzione. Con la morte senza figli del notaio Vincent Astesan, vedovo di Jeanne-Françoise Mistralis, avvenuta tra il 1642 e il 1649 termina l'epopea valdostana di questa famiglia che nel corso delle generazioni si era imparentata con alcune tra le più ricche e nobili famiglie della Valle d'Aosta; i beni per volontà del notaio Vincent entrarono nel patrimonio dei cognati Auguste e Georges Mistralis.

Guillet (soit Guilleti)

Questa famiglia di antica nobiltà rurale sembra provenire da Fribourg in Svizzera. Nella nostra regione si stabilì nel XIV° secolo ad Aosta città nella quale si segnala un vice-balivo nel 1366 e due sindaci rispettivamente nel 1549 e nel 1610. In seguito in epoca imprecisata si trasferisce a Saint-Vincent dove acquista proprietà e domicili; dalla fine del 1600 e per quasi quattro secoli componenti di questa famiglia appaiono sulle carte e nei momenti ufficiali di questa comunità. Inseritisi con forza e determinazione nel tessuto sociale ed economico di Saint-Vincent danno a questo paese numerosi sindaci –Michel-Joseph nel 1795 e ancora nel 1799, 1800, 1806, 1810 e infine nel triennio 1811-1813; -Sulpice-Léonard è sindaco dal 1861 al 1866 e infine dal 1895 al 1897 la carica sarà occupata dal figlio Giustiniano (padre delle suore Justine e Maria-Alfonsina). Si è detto che si trattava di nobiltà rurale; in effetti le patenti di nobiltà furono concesse dal duca Carlo Emanuele solo alla fine del XVI° secolo a Christophe. Questa famiglia oggi purtroppo quasi estinta annota matrimoni con numerose realtà nobili della regione tra cui vanno segnalati i Passerin, i L'Archet, i Sarriod d'Introd e infine con i De Bosses.

Montjovet

Questo cognome compare la prima volta nel dodicesimo secolo e suoi esponenti risultano essere signori delle terre e degli uomini del mandamento di Montjovet entro cui era naturalmente anche il territorio di Saint-Vincent; il vice-conte Ebalo di Challant aveva in effetti sposato Alexia figlia di uno di questi potenti signori che possedevano i due castelli di quella località nonché le terre di Emarèse e Saint-Vincent. Purtroppo le informazioni storiche riguardanti questa nobile famiglia sono poche e con certezza l'estinzione avviene con la morte di Alexia avvenuta alla fine del tredicesimo secolo.

Perrone (aussi Perron) di San Martino

Il De Tillier, nel suo prezioso Nobiliaire, ci informa che questa …famille noble n'a jamais fixement résidé dans le duché d'Aoste depuis qu'elle figure avec distinction dans l'Etat. Secondo il De Tillier la famiglia trae le sue origini dalla baronia di Cly; il capostipite si sarebbe in seguito stabilito prima a Chiaverano (Torino) e poi a Ivrea dove si occupava inizialmente di commercio divenendo in seguito banchiere. Una lunga serie di affari lucrosi, complice la guerra, portò alla nobilitazione dei Perron(e) per volontà del duca Carlo Emanuele I° nel 1600 e alla creazione di un impero economico di notevole portata. Nel 1613 questa famiglia, per mano di Charles Perron, acquista il feudo di Saint-Vincent che viene mantenuto fino al 1748 anno in cui la comunità di Saint-Vincent riscatta al prezzo di 15.000 lire le ultime dipendenze feudali dal conte Charles-François-Balthazar Perron. Sembra quasi certo che nel nostro borgo questa famiglia avesse un'abitazione, anche se la loro presenza fisica in questa comunità è quanto mai insignificante. Pochissime anche le volte che costoro partecipano, rappresentando Saint-Vincent, alla riunione dei Tre Stati ad Aosta.

Quey

La famiglia Quey, originaria di Brusson, venne nobilitata per meriti di guerra dal duca Carlo Emanuele I° nel 1614. Prima di quella data la famiglia risulta abitare ad Aosta dove Jean Quey è sindaco nel 1552 e dove si dedica con enormi profitti al commercio che gli permette di acquisire numerose proprietà in città e altrove. E un nipote di questo si stabilì successivamente a Saint-Vincent acquistando beni e domicilio e dando vita ad una branca importante che annovererà tra i suoi componenti dei notai, degli avvocati, degli ecclesiastici di entrambi i sessi e altri personaggi comunque di grande cultura e levatura morale.

Regis

Questa famiglia, originaria di Romont nei pressi di Bresse, compare nel 1456 mandamento di Montjovet nella persona di Nicolas quale commissario incaricato di sovrintendere alle proprietà collegate a questo maniero, appartenente all'epoca alla corona. Acquistati beni in zona, Nicolas dà vita alla branca che sarà successivamente nobilitata nel 1551. Prima di quella data abbiamo però già presenti a Saint-Vincent alcuni esponenti di quella famiglia che esercitano il notariato e l'avvocatura in una casa di loro proprietà sita nel borgo. Nel corso dei secoli ritroveremo dei Regis ecclesiastici e ancora avvocati e notai. Ma la vera carriera all'interno dell'amministrazione del ducato i Regis la fecero ad Aosta dove si segnalano tesorieri e un giudice. Una parte consistente delle fortune economiche della famiglia andarono perse a seguito di investimenti sbagliati e di dilapidazioni del patrimonio. A seguito di questa realtà Jean-Pierre nella seconda metà del milleseicento diventerà sarto a Châtillon e inoltre, aggiunge il De Tillier …régisseur du grand ruisseau qui prend au torrent de Châtillon pour venir arroser les propriétés de Saint-Vincent. Decederà nel nostro paese nel 1715.

Nel nostro borgo altri nobili avevano dimora ma nella maggior parte dei casi si tratta di uomini e donne che per contratto matrimonio abitarono qui; tra tutti ricordiamo:
Lesqueney Aimonet di professione notaio: è colui che redasse nel 1325 parte dell'atto relativo al Ru della Piana;
De Bosel (Bosellis) Jean-Antoine che nel 1554 sposò Louise figlia del nobile Jean Astesan e in seconde nozze nel 1588, Anna, figlia di Claude Salluard;
Carrel (Carrella) Paul-Emanuel la cui figlia Florence sposerà il notaio e castellano di Montjovet Antoine Bonini;
Cerise (Cereisa) Jean-François originario di Morgex sposò Jeanne-Marie Mistralis;
Dunoier Claude-Anselme, maggiore della Milizia del Ducato, sposò Geneviève Mistralis, sopravvissuto alla moglie si risposò con Claudine-Isabelle Passerin d'Entrèves.
Gal Catherine sposò Cesar-Auguste Mistralis. Costui sopravvissuto alla moglie e ai figli vendette la sua parte di feudo ai nobili Jean-Joseph Passerin d'Entrèves e a François-Joseph de Lostan;
Palmier (
Palmiery) Margherite sposa in seconde nozze Louis Mistralis;
De Tillier Philibert della nobile famiglia originaria di Fénis fu parroco di Saint-Vincent dal 1762 al 1793;
Chandiou Georges, avvocato con domicilio e beni a Saint-Vincent, risulta essere tra coloro che più frequentemente salirono al Santuario di Grun per incontrare l'Abbé Bréan. Infine, abbiamo notizie sparse concernenti i Copperii, i Brunod, i Duc e i Charles.