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Cappelle demolite

Le cappelle demolite

Cisseyaz - Santi Rocco e Giocondo

rendez vous dans ce quartier, près de l'hôtel Billia, cherchez-y cette chapelle; vous ne la trouverez pas, vous ne la trouverez plus. Elle a cédé la place à une construction d'un tout autre genre (autre temps, autre mœurs…): le Casino. La cappella eretta in località Cisseyaz, dedicata anticamente a Saint-Clair e successivamente ai Santi Rocco e Giocondo, fu abbattuta nel 1955 per fare posto alla costruenda Casa da Gioco di Saint-Vincent. Risultava essere tra le più antiche cappelle del nostro paese e fin dal 1590 si ritrovano negli archivi tracce di quest’edificio che sembrerebbe essere dovuto ad un voto civico successivo all'epidemia di peste abbattutasi anche nella nostra regione nella seconda metà del XVI° secolo. Nel 1760 l'edificio fu soggetto a importanti lavori di consolidamento e miglioramento statico della struttura che venne ribenedetta undici anni dopo. Altri lavori effettuati nel 1883 furono eseguiti dal capomastro Ernest Perino e si concentrarono al coro, alla volta e ad alcune boiserie. Da un'iniziale situazione economica favorevole si passò nel corso dei secoli ad una progressiva diminuzione degli introiti, malgrado l'alto numero di benefattori, che di fatto impedì lavori improrogabili che periodicamente si presentavano e questo malgrado il fatto che l'amministrazione economica era retta dalla locale municipalità. Quest'ultima ebbe anche frequenti attriti con la parrocchia causati dal fatto che le antiche rendite promesse non sempre erano onorate. In questa cappella si distribuiva il sale ai poveri, secondo un'antichissima usanza la cui origine si perde nei secoli e deve essere collegata ai primi anni della Chiesa valdostana. Nel 1955 la cappella di Cisseyaz venne acquistata dall'Amministrazione Regionale e successivamente demolita per fare posto alla nuova Casa da Gioco.

Moulins - San Martino

La cappella dedicata a San Martino vescovo presente un tempo nel villaggio di Moulins venne fondata nel lontano 1680 per volontà di Martin Grivon e di un tale non identificato Perret che risiedevano nella citata frazione di Saint-Vincent. Questa cappella è nei secoli caratterizzata da una estrema povertà di rendite che di fatto limitarono sempre l'operato dei procuratori che dovevano attivarsi con ogni mezzo per recuperare fondi necessari alla celebrazione delle funzioni religiose previste nel giorno della festa patronale e in altre date del calendario liturgico nonché per il mantenimento decoroso dello stabile. Nel 1699 il tempio risulta …médiocrement batis e l'acqua del vicino Canale de la Plaine si infiltra con abbondanza nelle fondamenta provocando cadute di calcinacci e piccole crepe. Lavori improrogabili sono effettuati nel 1766, anno in cui il parroco A.-P. De Tillier ribenedice la cappella restaurata. Nel 1894 ai fratelli Artari di Verrès, famosi pittori, sono pagate 53 lire per avere questi dipinto la pala dell'altare rappresentante San Martino. L'arredo interno era assai modesto e frequentemente si accertano dai verbali delle visite pastorali severi richiami ai parroci e ai procuratori perché provvedano all'acquisto di patene, paramenti e altri oggetti necessari al culto. Si pensi che data la povertà di rendite a questa cappella furono frequentemente versati, come obbligazioni, prodotti della terra che successivamente erano messi all'asta per costituire un piccolo portafoglio; tra i prodotti si accertano anche piccole quantità d'olio di noci e vino.

Santuario di Marioz - Vergine Immacolata

Nell'esatto punto in cui oggi è la Scuola Materna di Saint-Vincent esisteva fino ai recenti anni cinquanta del secolo scorso un Santuario dedicato alla Vergine Immacolata che venne edificato nel 1854 dall'allora parroco Grat Lucat sorretto in questa sua impresa anche dal sindaco Jean-Pierre Andrion che per questa bisogna cedette una grande superficie di terra. La costruzione avvenne con il metodo delle corvées; la popolazione infatti in gran numero partecipò fornendo manovalanza gratuita. Si pensi che la sabbia fu prelevata dal letto della Dora così come i mattoni che furono cotti nella fornace all'epoca presente nei pressi dell'odierna stazione ferroviaria. Pur trattandosi di costruzione ottocentesca l'architettura era neo-gotica con l'aggiunta di piccoli pinnacoli sul tetto e con otto finestre ogivali con bifora. L'interno era costituito da una sola navata di circa novanta metri quadrati e da un coro di oltre venti metri; la navata era divisa dal coro da una balaustra di marmo bianco. Il pittore eporediese Giovanni Stornone aveva, su commessa del parroco, affrescato tutte le pareti riproducendo i volti dei grandi padri della Chiesa; il ciclo pittorico era completato da filatteri su cui erano riportati inni di gloria e moniti. La benedizione del Santuario avvenne nel mese di ottobre dell'anno 1855 con grande concorso di fedeli che in processione partirono dalla chiesa del borgo, con in testa la banda musicale del paese e una statua della Vergine acquistata precedentemente a Parigi. Verso la fine del XIX° secolo il Santuario denota i primi inequivocabili segni di cedimento a causa dei materiali che con il passare del tempo si dimostrano sempre più scadenti; numerosi sono gli interventi che nei decenni successivi sono necessari alla struttura. Abbandonata alla fine degli anni quaranta per l'alta pericolosità statica la cappella viene abbattuta nel 1959 e ironia della sorte a tanta precarietà fece da contrasto la necessità dell'uso della dinamite per la demolizione che come hanno ricordato oralmente alcuni anziani del paese non doveva essere assolutamente abbattuta. Come si è detto al suo posto oggi vi è la locale scuola materna e sulla facciata di questa una statua della Madonna e una targa ricordano la presenza in loco di questo importante edificio di culto che ogni domenica riuniva i giovani del paese per l'insegnamento del catechismo.