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Linty

Linty

Il villaggio di Lenty è stato edificato su di un grande pianoro a circa 1000 metri slm. in posizione panoramica decisamente privilegiata; da questa località si ha la possibilità di ammirare in tutta la sua interezza e maestosità la valle centrale e naturalmente tutte le cime che circondano come una corona il bacino della Dora. Questa frazione facilmente raggiungibile in automobile è però assai apprezzata dagli escursionisti durante tutto l’arco dell’anno grazie all’elevato numero di sentieri e mulattiere che in questo piccolo centro si incontrano o che da qui si dipartono. Non paiono esserci al momento informazioni sull’origine del toponimo Lenty anche se verosimilmente dobbiamo pensare ad un nome forse portato o comunque voluto dai primi abitatori del villaggio, quasi certamente di lingua e cultura tedesca. Erano dei Walzer? Al momento la domanda non ha risposte certe mentre molto più sicura è l’evoluzione del toponimo che nel corso dei secoli, pur mantenendo inalterata la propria radice è scritto in diversi modi: Lente, Lenti, Linty, Linti, (…) per poi stabilizzarsi nell’attuale Lenty. Caratteristiche ambientali di questo villaggio sono appunto la panoramicità, le spettacolari fioriture primaverili dei prati foraggieri e i colori intensi e caldi dell’autunno. Per secoli l’economia di Lenty si è basata, come già per altri villaggi collinari di Saint-Vincent, sulla cerealicoltura e, anche se in misura minore, sull’allevamento. Così come altri centri collinari anche Lenty totalmente privo di sorgenti di una certa portata ha “patito la sete”; è quindi normale che nel XIV° secolo anche da quella frazione ci si sia attivati per la costruzione del plurisecolare Canale Courtaud o Ru de la Montagne. Dalle carte concernenti la concessione feudale ottenuta nel 1393 e in seguito definita nel 1433 apprendiamo che Antoine de Chevotte, Jeannin Rumelle, Jean de Pierre Loup, Dominique e Antoine figli di Jacques de Vagnor, Guillaume de Noysey, Jean de Camox, Jean Comte e infine Jacquemin de Jeannet Comte parteciparono con grande interesse ed entusiasmo alla costruzione della titanica opera che avrebbe finalmente “dissetato” la campagna con l’arrivo dell’acqua proveniente dal ghiacciaio del Monte Rosa in Val d’Ayas. La preziosa acqua giunse, infatti, per secoli dal Ramo B del canale (per intenderci quello che serviva i villaggi di Amay, Grand e Petit-Rhun, Salirod e Lenty), sempre nella giornata di sabato così come stabilito nella ripartizione originaria. Naturalmente questo produsse un incremento dei raccolti e anche per questa ragione gli abitanti di questo villaggio furono sottoposti numerose volte in epoca medievale a controlli di natura fiscale e al pagamento di tributi; per tutti ricordiamo quello avvenuto alla fine del Cinquecento e voluto dal conte Louis de Solar De Morette, all’epoca signore del feudo di Saint-Vincent. Abbiamo parlato di cereali ed è necessario aggiungere che la discreta economia delle famiglie della nostra collina dipese per secoli da questa importante coltura; Lenty non si discosta da questa linea: anzi! L’altissimo numero di granai tutt’oggi presenti dimostra e conferma che l’intera popolazione del villaggio era dedita a questa coltura che in seguito immagazzinava in queste particolari costruzioni. E’ noto che in epoca medievale nel nostro paese era attiva una struttura d’accoglienza denominata Hospitale posta sotto il controllo della Collegiata di Saint Gilles di Verrès; questo potente Ente nel 1544 conferma di avere dei beni sottoposti a legato e quindi alle sue strutture; tra questi si segnalano alcuni campi situati a Lenty e le rendite saranno derivate da segale prodotte in quel territorio. Il villaggio è molto esteso e le sue case raccontano tutt’oggi di una comunità numerosa e molto laboriosa. Oltre ai rascards si notano molte costruzioni di varie dimensioni ma tutte completamente in pietra; purtroppo il recupero degli edifici è stato ancora poco attuato e molti immobili stanno cedendo al tempo e alle intemperie. Lenty era dotata di tutte le strutture comunitarie necessarie ai residenti: la cappella, il forno, la latteria, due mulini per il grano e la scuola; quest’ultima venne fondata nel 1812, in contemporanea con quella del villaggio di Grun mentre molto più antica è la cappella dedicata alla Visitazione della Madonna edificata nel corso del 1644, forse anche a seguito di un voto fatto dagli abitanti contro la terribile peste che una decina d’anni prima aveva colpito duramente tutte le comunità. Questo edificio per il culto, di discrete dimensioni, è stato edificato a margine del villaggio ma con l’ingresso rivolto verso le case quasi a voler proteggere idealmente i residenti; l’interno è provvisto di tutto quanto necessitava alle celebrazioni e il piccolo altare con inserti baroccheggianti è arricchito ai lati da colonne tortili e da testine d’angeli. Per secoli gli abitanti di Lenty hanno sempre supportato le spese necessarie al mantenimento di questo piccolo tempio e nel contempo hanno dimostrato la loro profonda fede donando quadri e stampe. Il forno per la panificazione è stato edificato poco a monte della cappella e oggi, purtroppo, necessita di un radicale intervento in quanto i secoli non sono passati senza lasciare traccia; inutilizzato da decenni versa oggi in una situazione davvero tragica oltrechè pericolosa per coloro che transitano nelle sue vicinanze. Nelle immediate vicinanze del villaggio erano operativi ben due mulini per macinare le granaglie e per il loro funzionamento ci si serviva sia dell’acqua del canale che di quella raccolta nelle piscine artificiali poste a monte della frazione; non è nota l’epoca di costruzione dei citati mulini mentre si conoscono i nominativi delle famiglie proprietarie di queste strutture verso la fine del secolo XIX° e oggi quasi irrimediabilmente scomparse: Thuégaz e Coronel. Oggi le persone che risiedono stabilmente a Lenty sono pochissime; l’economia primaria è il terziario mentre solo pochissime persone si dedicano a tempo pieno alla campagna che nel frattempo ha visto la totale riconversione delle colture. Gli estesi campi sono scomparsi lasciando spazio a prati foraggieri e pascoli, mentre i terreni incolti stanno aumentando così come i boschi sottostanti stanno ampliando la loro superficie. Personaggio importante, nativo di questa frazione, è Jean-François Chentre (*1739-†1824); figlio di Jean-Pantaléon (sindaco di Saint-Vincent negli anni 1758, 1763, 1766, 1783 e infine 1784) e di Marie-Anne Duloup fu avviato giovanissimo dalla sua devotissima famiglia agli studi ecclesiastici che condusse con impegno e convinzione. E’ religioso professo a Verrès nel 1762 e due anni dopo, diventato sacerdote, è nominato parroco di Fénis dal 1770 al 1800; il 6 aprile di quell’anno fu nominato dai suoi confratelli Priore della potente Prevostura di Saint Gilles di Verrès e qui con alterne e dolorose vicende vi rimase fino alla morte. Jean-François Chentre appena nominato priore dovette ospitare alcuni giorni tra le sacre mura, seppure a malincuore, Napoleone Bonaparte che era in marcia con un grande seguito per la Campagna d’Italia. La causa della sosta a Verrès era stata causata dalla fortezza di Bard che gli aveva stoppato il cammino. Abbiamo detto che l’accoglienza fu data senza tanta gioia e questo lo si deve al fatto che i religiosi, e primo fra tutti il priore Chentre, dovettero nutrire con abbondanza di cibo non solo Napoleone ma anche il suo stato maggiore e i loro cavalli e questo fu un vero attentato alle riserve alimentari di Saint Gilles. Al termine della Campagna d’Italia Napoleone fece pervenire ai religiosi di Verrès una grande tela che lo ritraeva su di un cavallo domandando che questa fosse messa in mostra nel refettorio, cosa che in effetti avvenne, ma la storia ci racconta che alla sua caduta fu premura dei religiosi far sparire con molta celerità il dipinto. Jean-François Chentre, servo di Dio ma anche uomo di grande cultura pubblicherà nel 1771 L’Esprit de la Liturgie che dedicherà, nel 1782 alla principessa Josèphe-Marie Louise-Benoite de Savoie; suoi sono anche Les documents de l’Ecriture Sainte en faveur des personnes du sexe e infine nel 1817 darà alle stampe La vraie Dévotion du Chrétien au S. Sacrifice de la Messe et aux Vèpres. Ma il Prevosto Chentre era anche un amministratore attento. Durante la permanenza in quella sede, e con il probabile intento di dimostrare attraverso i documenti i possedimenti appartenenti a Saint-Gilles, riordinò e ricatalogò il voluminoso fondo composto da carte, pergamene e registri costituenti l’archivio della plurisecolare Prevostura estraendone anche delle note molto importanti; tra i suoi “lavori” merita, infatti, menzione la Cronologie des Prèvôts de Verrès Saint-Gilles tutt’oggi conservata in quella sede. L’elenco, a distanza di tanti anni dalla sua compilazione, risulta essere ancora oggi di grande interesse e attualità; è infatti da quello studio che con precisione si rilevano i nominativi dei prevosti avvicendatisi nella Prevostura e che coprono un arco di tempo di oltre un millennio.

CRETIER Piergiorgio