Traduci il sito attraverso Google translate

Testata flash rappresentatnte il logo del comune di Saint-Vincent e quattro immagini del paese che si alternano.

Banner: Albo Pretorio onlineBanner: Posta certificata

 

Banner: Jeux d'eauBanner: Archivio notizie

Stai visitando:

 

Mercato e fiere

Mercato e fiere

Mercato del Comune di Saint-Vincent (Ao)Per la sua posizione di carrefour il nostro paese è sempre stato commercialmente favorito.
Fin dalle più antiche carte, l'antico borgo di Saint-Vincent ha ospitato all'interno delle sue mura (accertate in pergamene conservate nell'archivio parrocchiale) o nelle immediate adiacenze, fiere e mercati o commerci minuti. La posizione strategica di questo paese, posto come si sa sull'antica strada consolare delle Gallie e, successivamente alla caduta dell'impero romano, sull'altrettanto importante via Francigena, ha certamente favorito il "libero mercato". Il fatto di essere poi alla congiunzione della cosiddetta Krämerthal (via dei mercanti, del sale e del vino) ha favorito lo scambio di prodotti. Con certezza si ha conferma del fatto che la nostra comunità gode del privilegio del mercato settimanale fin dal lontano 13 agosto 1444 per concessione del duca Ludovico di Savoia. Tale importante concessione verrà riconfermata dal duca Amedeo il 23 maggio 1465. Per quanto riguarda la possibilità di avere una fiera (in specifico quella primaverile del bestiame) si apprende dalle carte depositate negli archivi che tale concessione venne concessa il 25 novembre 1783 dietro esplicita richiesta della municipalità di Saint-Vincent, retta all'epoca dai sindaci Berruquier Jean-André de Antoine (per il borgo) e da Chentre Jean-Pantaléon (rappresentante e sindaco della collina). Da uno studio realizzato da J.C. Perrin sul commercio valdostano alla fine del XVIII° secolo apprendiamo però che l'originale vivacità dei mercati e delle fiere dei vari paesi della Valle D'Aosta, soffriva e pativa un'epoca congiunturalmente sfavorevole ai commerci, ricordata dagli storici, come periodo di estrema povertà e di quello che oggi chiamiamo disagio sociale. Ciò nonostante nel nostro borgo erano ancora numerosi i commercianti di cereali (che si immagina vendessero una consistente parte del prodotto locale); non molto interessanti i dati relativi ai commerci sul bestiame, sia giovane che da riproduzione. Notevole il numero degli aubergistes ; vi sono inoltre ..... plusieurs particuliers qui cuisent de temps à autre une emine de froment pour en porter le pain blanc vendre les jours de fête dans les paroisses circonvoisines. Inoltre non si segnalano persone che commerciano in .... mulets, chevaux, gros e menu betail, ni en gruyeres, fontines et fromages, ni fabriques de metaux .... mentre non sono molti coloro che dichiarano di vendere vini a terzi. Se birichinamente possiamo affermare che le dichiarazioni furono rese a fini impositivi e fiscali dobbiamo comunque renderci conto che l'epoca era davvero caratterizzata da una generale povertà che proseguirà nel tempo e che avrà sviluppi notevoli solo dal secondo dopoguerra.