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Petit-Rhun

Petit-Rhun

Il villaggio di Petit-Rhun, véritable nid d’aigles, si trova abbarbicato alla montagna a circa 1400 metri slm. poco a lato della strada regionale che dal Borgo di Saint-Vincent sale al Colle di Joux. La radice del nome Rhun sarebbe di origine tedesca e significherebbe verde; questa prima, anche se povera informazione, proverebbe che questo villaggio ha avuto significative presenze di Alamans ovvero di persone di lingua e cultura tedesca che per innumerevoli motivi giunsero qui, o che qui ebbero attività facendo sì che anche il montano territorio del nostro paese registrò la presenza di persone provenienti da Gressoney o Issime. La documentazione cartacea concernente la comunità stanziata in questa frazione è abbastanza adeguata a quella che deve essere stata nei secoli l’importanza di questo piccolo centro alpino. Nell’Archivio del nostro comune sono conservate voluminose Reconnaissances concernenti la popolazione del Petit-Rhun: citiamo quelle rese tra il 1599 e il 1601 al conte Louis Solar de Morette; o ancora quelle del 1646, del 1651 e infine quelle del 1655 con cui sono consegnati i beni fondiari. Tutte queste carte dimostrano l’interesse avuto dalle famiglie nobili nei confronti delle nostre piccole comunità disseminate sul territorio collinare e premontano di Saint-Vincent. Comunità che con le loro fatiche e il loro durissimo lavoro creavano reddito e ricchezza con conseguente forte interessamento da parte dei nobili che da queste realtà traevano forti guadagni. Non stupisce affatto sapere che anche da questo villaggio ci si sia attivati nel 1393 all’interno dell’Associazione avente come obbiettivo la costruzione del Canale della Montagna o Ru Courtaud: spiccano su tutti le figure di Johannot e Bruno Regis a cui si aggiunsero nel 1433 Jean d’Amay (da intendersi quest’ultimo come cognome e non come località), Michel fils de Jean Mattet d’Amay e altri. Rispetto ad altri centri collinari di Saint-Vincent, al Petit-Rhun si verificano con mano le difficoltà incontrate dalla popolazione residente per rendere produttivi quelle migliaia di piccoli lopins de terre; il comprensorio è infatti molto scosceso, caratterizzato da numerosissime pietraie e da una terra che solo con immani sacrifici diventava produttiva. Eppure! Eppure questo ampio territorio, particolarmente aspro e scosceso, era totalmente ricoperto da campi di biondeggianti cereali la cui produzione era conservata nelle decine di Rascards presenti nel villaggio. Come già altri villaggi della nostra bella montagna sovrastante Saint-Vincent, anche l’architettura di questo centro si caratterizza per le case molto possenti, anche se di dimensioni relativamente contenute: naturalmente nelle costruzioni la pietra e il legno la fanno da padrona. Come già detto sono numerosissimi i granai, anche con imponenti volumi, e le case che hanno la particolarità di avere tetti particolarmente aggettanti per proteggersi durante l’inverno dalle abbondanti nevicate e per riparare l’eventuale foraggio disposto su ampi balconi per essere essiccato. L’intero villaggio si presenta molto compatto e gli spazi tra le abitazioni sono veramente esigui; l’acqua per le necessità delle famiglie e degli armenti era garantita da due fontanili, uno dei quali è stato recuperato recentemente dalla locale Amministrazione comunale. Moltissime travi dei tetti hanno incise le date di costruzione o di rifacimenti degli stabili; in molti casi si notano date risalenti al XVIII secolo, accompagnate da croci o simboli religiosi. A questo proposito degno di nota è un affresco, oggi in buona parte irrimediabilmente perso, che ci mostra sulla facciata di una casa un dipinto (XVIII sec.?), parzialmente inserito in una nicchia, in cui sono rappresentati San Giovanni e San Vincenzo che sembrano proteggere, in posizione centrale, una Madonna con Bambino. Sull’intero ciclo pittorico troneggia la figura del Padre Eterno. La particolarità dell’affresco sta nel fatto che San Vincenzo, patrono della nostra parrocchia, è dipinto con un grappolo d’uva in mano e questo apre numerose ipotesi su cui peraltro non desideriamo addentrarci per non rischiare di falsare quelle che furono le volontà e gli intendimenti del committente. A Petit-Rhun non esiste una cappella e se ne deduce che per ottemperare agli obblighi religiosi la popolazione si recasse ad Amay, a Moron o direttamente alla chiesa del borgo. All’estremità occidentale del villaggio è presente un piccolo oratorio di cui non si conosce l’anno di fondazione anche se siamo al corrente del fatto che nei primi del novecento tale manufatto religioso fu restaurato da Pierre-Joseph Torrent che vi depositò all’interno una statua munendo l’accesso di una piccola griglia per difenderlo dai malintenzionati. Qui, durante il mese di maggio, i numerosi residenti si riunivano per le orazioni mariane. Il villaggio era densamente abitato e l’economia delle famiglie è sempre stata prettamente agricola: cereali, foraggio, allevamento e legnami (siano essi stati da ardere che da lavoro). All’interno della frazione è naturalmente presente l’antico forno utilizzato dai residenti per la panificazione; la struttura è oggi purtroppo abbandonata e necessiterebbe di un radicale intervento di recupero. Per quanto concerne l’insegnamento si ha notizia della fondazione di una scuola vera e propria nel 1818 per volontà dell’allora parroco Jean-Baptiste Freppaz, anche se sappiamo che la durata dei corsi era limitata ai soli mesi invernali e presumibilmente, così come già in altri casi, la sede era situata in una stalla del villaggio. Nell’ultimo secolo anche queste antiche case furono abbandonate e oggi solo pochissimi casi, anche se veramente degni di nota, dimostrano una controtendenza e un forte desiderio di rioccupare spazi antichi. Ai nostri giorni, visitando questo villaggio, notiamo con interesse che su di una casa vi è un’insegna dipinta sul muro su cui è scritto Commestibili; siamo poi al corrente da testimonianze orali che nella frazione vi era un Posto Telefonico Pubblico che serviva per tutti gli abitanti dei due Rhun. Inoltre, in una Guida Turistica e Commerciale della Valle d’Aosta risalente al 1951, si legge che al numero civico 5 di frazione Petit-Rhun vi è un Commercio Vini gestito dal Sig. Curtaz Sebastiano. Queste piccole informazioni confermano l’alto numero di residenti e la vitalità di questa piccola ma laboriosa comunità di montagna.

CRETIER Piergiorgio