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Introduzione

Introduzione

"Chiesa di Saint-Vincent, abside esterno, un affresco fra le pietre (fto Ferdinando Giannotti)"

Edouard Aubert, il famoso scrittore parigino che visitò la Valle d'Aosta nella seconda metà del XIX° secolo così descrive Saint-Vincent: …ad ogni passo il paesaggio offre orizzonti nuovi, scorci inattesi, effetti di luce che sfuggono a qualsiasi descrizione. Poco faavanzavo tra rupi scure, spoglie, sospeso sull'orlo di un precipizio di cui gli occhi avevano difficoltà a sondare la profondità edeccomi, ora in una piana boscosa, marciando all'ombra di secolari castagni, distribuiti a macchia su colline coperte di bionde messi… Proseguendo nello scritto descrive Saint-Vincent come …spettacolo grandioso e sorridente, luminoso e forte, che riempie il cuoredi vive emozioni, fortifica lo spirito e fa pensare a Dio. Ecco in poche parole la sintesi e l'anima del nostro paese. Ma già molto tempo prima Jean-Baptiste de Tillier, di nobili origini, Segretario del Ducato d'Aosta e padre della storiografia valdostana così scriveva nel 1721 riferendosi a Saint-Vincent: …le comté de Montjovet n'etoit autrefois qu'une simple seigneurie composée du bourg et paroisse deSaint-Vincent, une des plus estendues et mellieures terres du Pais d'Aoste, la quelle seule faisoit la moitié de ce mandement…Il territorio del nostro paese si estende dai 440 metri della Dora Baltea fino ai 2722 metri della sommità del monte Zerbion; tutta la superficie del territorio comunale si trova all'adret e questo fatto garantisce una lunghissima e buona esposizione al sole. Proprio grazie alla sua posizione al riparo dai freddi venti del nord e per la localizzazione del centro abitato, Saint-Vincent ha ormai da decenni legato il suo nome a quello forse più folcloristico ma certamente concreto, di Riviera delle Alpi. La superficie complessiva del nostro comune è di kmq 20,85. La valle centrale della Dora Baltea che da Pont-Saint-Martin è orientata da sud-est a nord-ovest cambia direzione in prossimità del castello di Saint-Germain per dirigersi in senso est-ovest verso Aosta. Il reverendo P.-L. Vescoz, poliedrico studioso valdostano del XIX° sec. così descrive il territorio di Saint-Vincent: ...le fond de la vallée, silonné par le cours de la Doire, espose successivement aux regards duvoyageur, des campagnes très fertiles et des berceaux de riches vignobles produisant des vins renommés. Les versants offrent unmélange admirable de riantes prairies, de sombres forêts et de terres labourables. Les régions supérieures sont couvertesd'abondants pâturages. (…). Quel paysage embelli présente ce bassin! Au nord le mont Zerbion s'élève comme un immense rideauqui déroule ses plis étend ses bords pour le protéger contre les vents du nord, et y concentrer les rayons de soleil. Au centre setrouve le bourg de Saint-Vincent. Sa situation pittoresque et son climat tempéré font de ce pays un séjour de prédilection. Il territorio può essere diviso in tre grandi circoscrizioni: il fondovalle, la zona pianeggiante del borgo e, infine, la collina –o montagne deSaint-Vincent-, così definita da secoli sulle vecchie carte. Il fondovalle, oltre diecimila anni or sono, era occupato dalle acque di un lago formatosi dall'ostruzione del corso della Dora nei pressi del castello di Saint-Germain; le acque, che si estendevano fino alle porte di Aosta, lambivano le campagne sottostanti il borgo e dovevano quasi certamente coprire i territori oggi occupati dal cimitero e dal campo sportivo. Non abbiamo invece dati sul borgo o comunque sul primitivo insediamento che verosimilmente doveva sorgere sulle rive del lago. La collina che nasce a ridosso del paese raggiunge ora in modo dolce, ora in modo scosceso, i 1565 s.l.m. del colle di Joux e i 2722 metri del monte Zerbion caratterizzato da grandi canaloni alternati a coni di deiezione e a piccole superfici pianeggianti. Tutto il territorio è stato antropizzato fin da antica data per renderlo coltivabile e fruttifero. Ampie superfici di bosco sono state tagliate e in questi fondi, dopo lo spietramento e la costruzione di terrazzamenti artificiali sostenuti da muri in pietra, si sono creati campi per la coltivazione di cereali. Simpaticamente, ma ciò è reale, i nostri anziani hanno sempre sostenuto che la collina era il granaio di Saint-Vincent. Nella parte bassa, grazie al clima più temperato e alla composizione del terreno, si erano impiantate, su enormi superfici di terra, migliaia di viti per la produzione di vini, la cui qualità come abbiamo visto era nota e decantata anche dall'abbé P.-L. Vescoz. Sul territorio del comune di Saint-Vincent vi sono cinquantaquattro villaggi di diversa estensione in cui tutt'oggi vivono circa mille duecento persone pari ad un quarto circa della popolazione residente.