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Testata flash rappresentatnte il logo del comune di Saint-Vincent e quattro immagini del paese che si alternano.

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Introduzione

Introduzione

"Una sorpresa mai vista - Fromy (fto Giannotti Ferdinando)"

Il territorio del nostro Paese, pur non essendo molto vasto, propone sia al visitatore esterno che allo stesso residente numerose e affascinanti possibilità di scoperta; arte, architettura, ambiente: ecco, in sintesi, le possibilità che offre Saint-Vincent a coloro che generalmente a piedi, ma in particolare modo senza fretta, desiderano conoscere più a fondo il territorio. Scenari panoramici di grande effetto si mescolano all’arte, all’architettura facendo riflettere su quanto la natura e l’uomo hanno fatto a Saint-Vincent in un connubio certamente vincente anche se purtroppo ancora poco noto.Saint-Vincent, posto a 575 metri s.l.m., è situato nel cuore della Regione Autonoma Valle d’Aosta; qui spettacolari montagne ricoperte di rigogliose foreste, abbracciano il cielo dai colori ora forti ora intensamente delicati.Una splendida natura ancora incontaminata si fonde con l’ambiente e il territorio.A Saint-Vincent la storia è ricca di testimonianze che dimostrano come l’uomo si sia insediato e abbia abitato con continuità questa terra fin dallo scioglimento dei ghiacci: graffiti neolitici e rupi celtiche; un ponte e una domus romana; la straordinaria bellezza architettonica della chiesa romanica del borgo e di quella altrettanto bella di San Maurizio situata nel collinare villaggio di Moron; un borgo certamente di impianto medievale - oggi in buona parte restaurato; architetture liberty e moderne raccontano millenni di storia di un paese anticamente attraversato sia dalla strada romana delle Gallie che dalla via Francigena.Il territorio, fortemente antropizzato, racconta le secolari fatiche dell’uomo: piccoli e arditi terrazzamenti e straordinari resti di manufatti di opere idriche ci parlano della fatica, del lavoro e degli espedienti delle famiglie che alla montagna strapparono piccole superfici di terra per coltivarle a cereali o a vigneto; in tutti i villaggi della collina bellissimi granai e rascards, unitamente a possenti dimore di pietra, dimostrano l’intelligente capacità dei residenti nella costruzione delle abitazioni e l’abile mescolanza e maestria nell’uso della pietra e del legno.Ai nostri giorni Saint-Vincent - il cui ingresso nei circuiti turistici affonda le sue radici nel diciottesimo secolo quando un prete, figlio di questo Paese, scoprì le terapeutiche e salutari virtù di una piccola sorgente minerale tutt’oggi meta di tantissime persone che alle sue Terme accorrono per curarsi – è un paese moderno dove vivono poco meno di cinquemila persone.L’accoglienza e l’ospitalità sono invariate e solenni fin dai tempi in cui regine, principi, nobili e notabili giungevano per ritemprarsi alla Fons salutis.Il turismo è oggi una delle principali risorse di questo Paese che annovera tra le sue molte strutture di accoglienza anche la più importante Casa da Gioco esistente in Europa.Alberghi e strutture ricettive sono ai massimi livelli e la professionalità degli addetti è certamente degna di nota; il visitatore può contare su buoni impianti sportivi sedi di eventi e manifestazioni internazionali di tutto rispetto.La moderna stazione di sci e di sport invernali del Colle di Joux - distante solo dieci chilometri dal borgo e dagli alberghi - si offre alle famiglie e a tutti coloro che senza difficoltà desiderano passare alcune ore sugli sci attorniati da un paesaggio mozzafiato che si estende ininterrotto fino alla vista del Monte Bianco.Il territorio - che si sviluppa dai quattrocento metri del fiume Dora fino alla vetta del Monte Zerbion a 2722 m s.l.m. - è particolarmente ricco di ambienti che consentiranno al visitatore di riposare lo spirito e lo stanco fisico e di entrare a contatto con una natura rimasta pressoché inalterata nel tempo.Le possibilità di passeggiare a quote diverse sono tantissime e sono alla portata di tutti, bambini e anziani compresi.Sul territorio oltre cinquanta villaggi testimoniano come la gente di questo Paese abbia vissuto per secoli in perfetta sintonia e simbiosi con la natura sviluppando arte e cultura: secolari chiesette e scuole di villaggio, fontanili, forni per la panificazione, latterie consortili e torchi per la pressatura delle vinacce raccontano aspetti della vita comunitaria così come le numerosissime pitture murali su abitazioni private illustrano aspetti di fede e della devozione popolare.La sapiente cucina proposta dai ristoratori propone ricercati piatti della tradizione che ben si coniugano con dolci, vini e grappe.Saint-Vincent, nota come La Riviera delle Alpi, è a pochi chilometri dalle più importanti città del nord Italia ed è facilmente raggiungibile per mezzo di treno, autovettura o aereo, anche grazie all’aeroporto di Aosta che dista solo 25 chilometri.Alle persone che desiderano spazi ampi e panoramici, Saint-Vincent offre tantissime opportunità che garantiscono anche, pur nella loro solitaria bellezza, momenti di profonda similitudine con l’ambiente circostante, con i boschi e le cime delle montagne. Da numerosi luoghi della nostra bella collina si hanno scenari panoramici e meravigliosi che spaziano dalla catena del Gran Paradiso, al Monte Bianco, al Monte Cervino e al Monte Rosa. Un buon binocolo farà il resto anche se le emozioni che si provano in determinati momenti e in determinate giornate non hanno prezzo e sono uniche. Nei nostri boschi si nascondono camosci, cervi, cinghiali, volpi, scoiattoli e tantissimi altri animali che solo l’ospite attento e silenzioso potrà incontrare durante le silenziose passeggiate. Fiori dalla foggia principesca, e dai bellissimi colori, allieteranno il cammino del visitatore lungo i corsi d’acqua o al limitare di boschi o di prati foraggieri o ancora sui pascoli d’alta montagna. Nelle campagne poste lungo l’asse della Dora si possono vedere sia la valle alluvionale che le erosioni sulle colline sabbiose provocate dal lago formatosi dopo il disgelo dei ghiacciai, e su arditi, e purtroppo incolti terrazzamenti, “leggere” gli impianti viticoli che un tempo, peraltro non molto distante, garantivano alle nostre genti il prelibato succo della Pianta di Noè. Il plurisecolare Ponte delle Capre, recentemente ristrutturato grazie alla locale Comunità Montana garantisce ancora oggi il guado del grande fiume e racconta con la sua ardita struttura le difficoltà delle locali popolazioni per recarsi sull’altro versante della montagna per gli opportuni e stagionali lavori di campagna: taglio e pulizia dei boschi, raccolta delle foglie e delle castagne e infine, su piccoli terrazzamenti si possono ancora vedere i resti di primitive strutture per fabbricare carbone. Tutto questo e altro ancora è Saint-Vincent; scopritelo con i vostri occhi e “leggetelo” nelle secolari pietre delle nostre case, dei nostri ponti e nei muri di campagna. I colori del cielo, dei boschi in autunno, dei prati in fiore non sono opera nostra ma sono invece di un nostro potente alleato: la natura.Ringraziandovi per questa visita e rinnovandovi il nostro Benvenuto! chiudiamo questo piccolo scritto con le parole del parigino Edouard Aubert che visitando questa regione e Saint-Vincent nella metà del XIX secolo scrisse: "è difficile esprimere la bellezza di questo Paese; dire l’effetto prodotto da questa valle ricca ed elegantemente boscosa che a momenti si apre per poi richiudersi. E’ impossibile descriverne i colori che a seconda dell’ora del giorno sono velate di tinte bluastre e grigie di incredibile dolcezza o si incorporano sotto le calde carezze del sole d’Italia."