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Strade e viabilità

Strade e viabilità

Oramai da duemila anni il nostro paese è carrefour di strade di grande interesse, e da sempre colleganti l’Italia all’estero: la strada romana delle Gallie, la Via Francigena che ricalcava il corso della precedente e la Kramerthal che dal borgo saliva verso il colle di Joux solleticano la nostra curiosità fino al punto di domandarsi come fossero le strade del borgo e cosa si facesse per mantenerle in ottimo stato. Le poche informazioni che abbiamo sono tardive e risalgono al XVI° secolo quando apprendiamo che i normali e necessari lavori erano effettuati con il metodo delle corvées. Nei secoli successivi questa situazione si deve essere ripetuta tante volte ed è solo dalla seconda metà del 1700 che si hanno le prime documentate informazioni circa lo stato di quello che è definito le Chemin Royal. A parlarcene sono le dettagliate relazioni redatte da Vignet des Étoles; in una di queste scritta nel 1773 è detto che di tutto l’asse viario della valle centrale solo il tratto compreso tra Chatillon e Saint-Vincent fino alle gole di Montjovet è in ottime condizioni e tecnicamente valido. Le citate amministrazioni provvedono ai necessari lavori e a tutto quanto necessita per fare in modo che il commercio in particolare si svolga senza problemi sulle arterie della Regione. Nel 1795 l'Intendente Generale del Ducato di Aosta scrive alle varie Amministrazioni locali chiedendo informazioni sul commercio di beni e animali. L'allora Segretario comunale di Saint-Vincent, signor Vuillermin, molto solertemente compila la lettera e inserisce nella parte iniziale alcune frasi relative ad un problema viario, «...je vous donne avis que dans l'étendue de la paroisse de Saint-Vincent, pertinences de Champlong, il est tombé aujourd'hui un morceau de la muraille qui borde le chemin royal; cet écroulement est de la largeur d'une toise et demi et rend la route presque impraticable...» Ma anche altri hanno avuto modo di complimentarsi per la viabilità e per l’ottima tenuta delle strade. È il caso del canonico Marguerettaz che così scrive in una memoria «...l'église venait de célébrer la fête de sainte Anne (...) et je me réjouissais (...) lorsque je quittai Châtillion. J'avais parcouru un kilomètre environ, et je me trouve en face du nouvel établissement de bains qu'on a bâti au nord du chemin, il y a quelques années. Après vingt minutes encore de marche sur cette route montueuse que les cantonniers ont soin d'arroser pour en abattre la poussière, et où j'avais rencontré quelques charmantes voitures aux chevaux fringants, j'arrive à Saint-Vincent...» Così il canonico Marguerettaz descrive il suo arrivo nel nostro paese alla fine del secolo scorso. Fausto Guillet nel suo volume «Memorie di un Valdostano», ci propone ulteriori informazioni su aspetti della viabilità e della capacità della popolazione e dell'Amministrazione locale a fare fronte ai sempre numerosi problemi. «...in quei tempi c'era sempre tanta neve ma fortunatamente per l'amministrazione comunale non esisteva il problema finanziario dello sgombero perché essendo la principale via attraversata da un ruscello appena cessava di nevicare usciva il messo comunale Battistin Ravet con la sua trombetta. Era il segnale che si aprivano le chiuse dell'acqua e ciascuno doveva provvedere in merito davanti alla sua abitazione buttando la neve nel ruscello. Le strade di allora erano ciottolate o come nel caso della via principale di numerosi paesi valligiani, il selciato era costruito con grandi lose in pietra infossate nel terreno». Anche dalle carte dell’archivio del Comune si accerta la quasi petulante meticolosità con cui i locali amministratori si dedicavano alle strade dando ai cittadini precise regole e indirizzi da seguire. D’estate, i proprietari il cui uscio era sulla strada e i negozianti dovevano frequentemente buttare acqua per mantenere costantemente umida la via. Questi semplici ma validi accorgimenti servivano ad evitare i nuvoloni di polvere che purtroppo in questi ultimi anni hanno coabitato con noi, a causa dei lavori relativi al Piano di Riqualificazione di Saint-Vincent.Queste poche note raccolte su alcune pubblicazioni o vecchie carte servono solo per confermare che comunque da parte delle nostre amministrazioni vi è sempre stato grande interesse per la buona manutenzione delle strade.