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Tradizioni

Cultura, storia e territorio

"Il mulino"

Il territorio del nostro Paese, pur non essendo molto vasto, propone sia al visitatore esterno che allo stesso residente numerose e affascinanti possibilità di scoperta; arte, architettura, ambiente: ecco, in sintesi, le possibilità che offre Saint-Vincent a coloro che generalmente a piedi, ma in particolare modo senza fretta, desiderano conoscere più a fondo il territorio. Scenari panoramici di grande effetto si mescolano all’arte, all’architettura facendo riflettere su quanto la natura e l’uomo hanno fatto a Saint-Vincent in un connubio certamente vincente anche se purtroppo ancora poco noto. Il territorio, fortemente antropizzato, racconta le secolari fatiche dell’uomo: piccoli e arditi terrazzamenti e straordinari resti di manufatti di opere idriche ci parlano della fatica, del lavoro e degli espedienti delle famiglie che alla montagna strapparono piccole superfici di terra per coltivarle a cereali o a vigneto; in tutti i villaggi della collina bellissimi granai e rascards, unitamente a possenti dimore di pietra, dimostrano l’intelligente capacità dei residenti nella costruzione delle abitazioni e l’abile mescolanza e maestria nell’uso della pietra e del legno.

Arte e architettura: chi è interessato a queste cose deve assolutamente visitare tutti i nostri villaggi disseminati sul territorio che si contano in numero di 54 e comprendono anche minuscoli abitati di sole pochissime case. Tutte le frazioni hanno delle presenze artistiche di notevole valore e di grande interesse storico: meridiane, affreschi, cappelle e oratori, case-forti, rascards, granai. Queste strutture di notevolissimo interesse si scontrano con l’architettura dei moderni edifici del borgo: il modernissimo Municipio, la futuristica Casa da Gioco e le Nuove Terme si differenziano dalle millenarie costruzioni della romanica chiesa, delle arcate del Ponte Romano o della chiesa di San Maurizio di Moron. Queste, in sintesi, alcune delle cose che si possono vedere sul nostro territorio e che sono la testimonianza secolare del lavoro dell’uomo e di tutte quelle espressioni, ad esempio di fede, che egli ha. Le testimonianze sono davvero tantissime: un settecentesco affresco, all’ingresso ovest di Feilley ci ricorda la Crocifissione di nostro Signore così come non distante si possono ammirare i tenui colori di una meridiana che nei secoli ha scandito il tempo della popolazione. A Moron all’interno del villaggio una lunetta rappresentante San Maurizio ricorda la secolare devozione dei residenti verso il santo così come a pochi metri una testina antropomorfa ci informa del fatto che gli abitanti dello stabile, con questa figura scolpita nella pietra d’angolo dell’edificio, si erano protetti contro il male e tutte le sue rappresentazioni. A Clapéaz, su di una casa privata, un affresco databile quasi certamente al XIX° secolo ci mostra una Pietà e a Cillian nel loggiato di una casa patrizia di impianto forse medievale mostra una serie di quadretti in cui sono rappresentati numerosi Santi e Angeli accanto ad una meridiana datata 1803. Al Petit-Rhun, altro affresco su cui appaiono, seppure corrosi e danneggiati dal tempo, una Vergine Nera, un Giovanni Battista e un bellissimo San Vincenzo con grande grappolo d’uva nelle mani; poco distante, al Grand-Rhun – villaggio che evoca nel toponimo la penetrazione della popolazione Walser all’interno del territorio comunale di Saint-Vincent – un grande affresco, purtroppo quasi perduto, ci mostra un grande dipinto all’interno del quale troneggia la Vergine Nera d’Oropa attorniata dai Santi Vincenzo, Barbara, Lorenzo e Anna. A pochi metri sulla facciata di un’altra abitazione, si può ammirare un bellissimo affresco a “medaglione”rappresentante una Madonna con Bambino. Queste espressioni di fede, di arte e di cultura non si fermano certo a questi esempi ma proseguono a Perrière dove si può ammirare sulla base in muratura di un vecchio rascard un dipinto dai bellissimi colori datato 1753; anche in questo caso una Vergine con Bambino e i santi Lorenzo e forse Vincenzo, hanno protetto nel corso dei secoli gli abitanti di questa casa. Ma l’arte è presente in tutte le sue forme sul territorio del nostro Paese. La splendida architettura della romanica chiesa di Moron, restaurata negli anni sessanta, la sobria forma delle cappelle di Grun, di Amay, di Perrière – che nasconde sotto ad un velo di pittura splendidi affreschi del XVIII° secolo voluti e pagati dalla gente del villaggio – di Tromen, di Feilley e di Pracourt, entrambe riportate, con opportuni lavori, alla loro primitiva bellezza, di Cillian e infine di Lenty o Glereyaz. Tutte queste “piccole chiese” disseminate sul territorio celano agli occhi dei profani veri e propri tesori che meritano di essere visti. Nelle frazioni, in specie quelle della collina, sono decine i rascards che con la sobria, ma efficace e secolare architettura, parlano delle fatiche dell’uomo e dell’importanza di possedere un’abitazione dove abitare o di conservare cibi e derrate alimentari nonché foraggio per gli armenti durante i lunghi e freddi inverni. Queste costruzioni dimostrano come l’uomo dei secoli passati avesse ben chiaro il concetto secondo cui ciò che offriva il territorio – legna e pietra – poteva essere utilizzato per l’edificazione di strutture abitative ancor oggi pregne di inusitata bellezza e perfezione architettonica e artistica. Da non dimenticare che i villaggi erano comunque delle entità perfette sotto ogni punto di vista; la presenza in queste di: mulini per la macinatura delle granaglie, di torchi per la spremitura delle vinacce, della latteria, della scuola, del forno per panificare e della cappella per ritrovarsi a pregare, facevano un tutt’uno con le famiglie che numerose abitavano in questi piccoli centri dove la solidarietà regnava sovrana pur con le concrete difficoltà di accettare sempre il vicino di casa. La distanza tra i vari centri abitati era garantita da una fitta rete di mulattiere e sentieri, che i nostri anziani ricordano sempre perfettamente transitabili e in ottimo stato di percorrenza. Alle persone che vorranno intraprendere la “scoperta del nostro territorio” Saint-Vincent offre la possibilità di muoversi in un ambiente che mostra l’antropizzazione dell’uomo e la secolare tenacia nel voler lavorare e utilizzare piccole superfici di terra per garantire alla propria famiglia il sostentamento. Anche piccoli muri incollati alle pareti di strapiombanti versanti della montagna, costruiti a secco senza cioè l’utilizzo di malte cementizie dimostreranno al visitatore attento che l’arte è anche in questi piccoli manufatti voluti da persone che su queste piccolissime particelle di terreno garantivano sia la sopravvivenza della specie che il perfetto controllo del territorio contro le avversità atmosferiche.

 

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