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Terme

Le Terme di Saint-Vincent

La salutare sorgente delle acque di Saint-Vincent, denominata Fons Salutis, venne scoperta da un sacerdote originario del nostro paese ..."qui s'occupait beaucoup de chimie et de minéralogie": busto del reverendo Perretl'abate Jean-Baptiste Perret. Era l'estate del 1770 e, questo straordinario personaggio, aveva notato che con insistenza le mucche al pascolo erano interessate dall'acqua sorgiva sgorgante da rocce micacee tinte di rosso. L'acqua, raccolta e analizzata, risultò ricca di bicarbonato, acido carbonico, solfato sodico e cloruri. Il Perret, acquistata la sorgente, fece fare ulteriori e più approfondite analisi e da queste risultò che l'acqua di Saint-Vincent poteva essere autorevolmente patentata come diuretica, purgante e molto più mineralizzata di altre. Nel corso dell'anno 1778 il re Vittorio Emanuele III fu sollecitato ad interessarsi della scoperta; sul posto giunsero il cav. De Buttet, ingegnere e capitano d'artiglieria e il famoso dottor Gioannetti, professore presso l'università di Torino; nelle relazioni è detto che la quantità di liquido sgorgante dalla roccia è di 360 litri nelle 24 ore. Le pubbliche finanze del Ducato d'Aosta deliberarono la spesa di 57 lire e 10 centesimi per la costruzione di prese, vasche e per la posa di rubinetti in modo di consentire una distribuzione più controllata. Altre 40 lire furono spese per far incidere sulla roccia della Mongiovetta la scritta che ricorda come l'apertura della nuova strada carrozzabile Ivrea - Chatillon era finalizzata ad un miglioramento della viabilità commerciale e per un più agevole transito delle persone che a Saint-Vincent giungevano per curarsi alla "Fons Salutis". La fama dell'acqua si diffuse rapidamente e nel contempo le analisi si moltiplicarono; documenti alla mano si constatò che l'acqua, in numerose sue componenti, superava altre acque famose come quella di Vichy e di Sangemini. Verso la fine del secolo XVIII° il senatore B. Pescarolo scriverà: ..."l'esperienza ci ha largamente dimostrato che l'acqua minerale di Saint-Vincent trova la sua migliore indicazione nelle malattie del fegato, dello stomaco, dell'intestino e nelle congestioni viscerali, nonché per la gotta, il diabete e l'obesità". Nel 1792 una strada carrozzabile aveva nel frattempo collegato il borgo alla "Fons Salutis" e al primo minuscolo locale d'accoglienza e di distribuzione. Nel 1808 la proprietà della sorgente venne ceduta dall'abate Perret alla Parrocchia la quale a sua volta, all’epoca del parroco Freppaz nel 1820, la cedeva al Comune dietro compenso di 50 lire. In quest’ultima vendita il Parroco si riservava l'uso gratuito dell'acqua per sé, per tutti i suoi successori e per tutti coloro che avrebbero preso pensione presso la casa parrocchiale. Nel frattempo numerose persone iniziarono a giungere a Saint-Vincent per le cure termali e tra costoro sono numerosi i personaggi importanti dell'epoca che a queste acque, e alla salubrità dell'aria del nostro paese, affidano il loro fisico malato. Tra questi segnaliamo Benedetto-Maurizio duca di Chablais, figlio del re di Sardegna; la regina Maria-Teresa d'Asburgo d'Este moglie di Vittorio Emanuele I° con le principesse Maria-Anna e Maria-Cristina (queste ultime soggiornanti nel castello Challant di Chatillon). Vengono inoltre a "passare le acque" S.A. Imperiale la principessa Laetitia, il principe Luigi Napoleone, il principe Danilo del Montenegro con la consorte e anche Giosué Carducci che soggiorna nel nostro paese nel 1825, dal 4 agosto al 15 dello stesso mese. Intanto nel 1826 l’Ing. Despines, direttore della miniera di Pesey, eseguendo importanti lavori di miglioria e facendo scavi ad un livello inferiore, scoprì una seconda sorgente che dava 176 litri d’acqua minerale ogni 24 ore. Ormai la fama delle terme è consolidata; nel 1850 è la volta di S.A.R. Ferdinando di Savoia, duca di Genova e nello stesso anno anche Silvio Pellico (reduce dalla terribile prigionia nel carcere dello Spielberg è ospite della Parrocchia presso cui alloggia) si cura con le miracolose acque di Saint-Vincent. Verso la fine del XIX° secolo anche la regina Margherita è nel nostro paese per curarsi; insieme ai titolatissimi nobili vi è però una lunghissima fila di frequentatori delle Terme composta da avvocati, notai, ecclesiastici, impiegati regii, militari, commercianti, banchieri ... "et autres"...che portano il numero complessivo di persone nella metà del XIX° secolo a oltre 500 utenti. Il numero di persone che appare altro è in realtà esiguo se consideriamo che nello stesso periodo la sola stazione svizzera di Zermatt accoglie nelle sue strutture oltre 1600 turisti. Per ospitare a Saint-Vincent queste persone, che solitamente hanno al seguito un vero e proprio stuolo di servitori, vengono costruite o migliorate le strutture esistenti che tanto poco erano piaciute ai viaggiatori inglesi del '700. I migliori alberghi dell'epoca sono il Lion d'Or, il Reale, lo Scudo di Francia; piccoli caffè ... "assai eleganti ove gli avventori sono serviti con prontezza" ... completano l'offerta turistica dell'epoca a Saint-Vincent. Il problema primario resta però collegato alla difficoltà di giungere nel nostro paese: la viabilità (peraltro non molto consona alla gente del tempo che per viaggiare preferisce il treno) lascia molto a desiderare per cui il maggior numero di avventori giunge nel nostro paese con quest'ultimo mezzo. Ad attenderli alla stazione trovano numerose carrozze con cavalli che in breve tempo percorrono la distanza che da Tenso sale verso il vecchio borgo.prima costruzione Fons Salutis Questi stessi mezzi di locomozione servono inoltre a portare in giro sul territorio i turisti; nel 1842 il comune fa erigere uno stabilimento di bagni pubblici d'acqua semplice con l'aggiunta di un "Casino" che apre nella stagione estiva, molto ben addobbato e munito della maggior parte dei giornali. In queste sale si svolgono concerti, balli, e sono organizzati altri divertimenti che servono a rendere piacevole il soggiorno degli avventori. Circa vent'anni dopo, in considerazione del sempre maggior numero di persone presenti, si realizza uno Stabilimento Idroterapico che verrà successivamente abbellito e ampliato. Questa struttura disponeva di circa 80 camere, sale da pranzo e da caffè giochi di biliardo, e sale di lettura. Dalle carte conservate nell’Archivio del nostro comune apprendiamo che il personale ivi occupato doveva essere moralmente retto, timorato di Dio, educato e vestito in modo adeguato. Nel contempo precise indicazioni sono date alla persona che ha l’incarico di controllare la sorgente, che risulta sgorgare da un locale chiuso; in questo la pulizia e l’igiene dovranno essere curate al massimo. Le due chiavi di accesso al locale saranno date in consegna una al guardiano, che dovrà risiedere tutto l’anno non distante dalla sorgente per essere sempre presente, e l’altra al sindaco; l’orario di apertura dei locali sarà garantito dalle quattro del mattino fino alle undici di sera. In contemporanea a queste indicazioni è della fine del secolo una carta che definisce una lunga serie di regole che dovranno essere rispettate nel borgo; tra queste si sottolineano con vigore l’ordine e la pulizia delle strade e delle piazze pubbliche nonché di tutte quelle aree di pertinenza delle abitazioni. Sono ribaditi inoltre la necessità del decoro delle case che dovranno essere linde, pulite; le facciate che si affacciano sulle strade dovranno essere imbiancate là dove necessita. A tutti gli effetti la nostra municipalità aveva già dato precise indicazioni che solo un secolo più tardi saranno in parte contenute nei regolamenti di polizia urbana e per certi versi nello stesso Piano Regolatore. L’interesse verso la Fons Salutis dimostrato in modo lungimirante dall’allora locale amministrazione sottolinea l’importanza che questa aveva per il turismo, il commercio e non da ultimo per l’utente turista che a Saint-Vincent trascorreva lunghi periodi di riposo. seconda costruzione Fons SalutisNel 1900 lo stabilimento termale viene nel frattempo ulteriormente ampliato e l’Ing. Diatto realizza un importante collegamento funicolare tra il borgo e lo stabilimento termale per agevolare i visitatori: due vagoncini, con veranda, percorrono i 263 metri che li separano dalle due stazioni di partenza e arrivo superando una pendenza del 27%. Com’è immaginabile lo scoppio delle guerre rallenta sempre il flusso delle persone; ciò nonostante al termine di queste si riprende l’attività di sempre a pieno ritmo e nel borgo, o nel concentrico di questo, altre strutture ricettive sono migliorate o edificate ex novo. Tra queste iniziative viene ripresa - all'inizio del 1946 - l'idea del Casino, già in parte sperimentata nel 1921 ad opera del Sindaco Elia Page per sollevare le finanze comunali; il "Casino de la Vallée", una delle più importanti strutture di gioco in Europa, trova dunque le sue origini nell'importanza della stazione termale, unendo "plaisie et santé" in un vincolo che caratterizzerà la cittadina nell'ultimo cinquantennio. Quasi senza rendersi conto una modesta ma miracolosa sorgente ha di fatto modificato totalmente gli indirizzi di sviluppo economico e sociale di un piccolo paese serrato tra i monti: Saint-Vincent. E sarà proprio il turismo la scelta che le varie amministrazioni succedutesi alla guida di questo comune considereranno come inseguibile e vincente, anche se difficile da gestire.